Dalla pagina Fb di Ernesto Ruffini:
Il 16 marzo è l’anniversario di uno dei momenti più bui e tragici della nostra storia repubblicana. Il 16 marzo 1978, a Roma, in Via Fani le brigate rosse assassinarono Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, gli agenti della scorta di Aldo Moro, servitori dello Stato uccisi nel compimento del loro dovere.
In quell’agguato fu rapito il Presidente della Democrazia Cristiana, assassinato il successivo 9 maggio.
In questa settimana che ci sta portando a un referendum che ci vedrà schierati su fronti nettamente opposti, causato dall’incapacità politica di affrontare le riforme della nostra Costituzione con il necessario spirito costituente e dalla volontà di cambiarla solo a colpi di maggioranza, è importante ricordare le parole pronunciate da Aldo Moro proprio all’Assemblea Costituente, il 13 marzo 1947:
“…elaborando il progetto di Costituzione e preparandoci a votarlo, noi attendiamo ad una grande opera: la costruzione di un nuovo Stato […] dico che se nell’atto di costruire una casa nella quale dobbiamo ritrovarci tutti ad abitare insieme, non troviamo un punto di contatto, un punto di confluenza, veramente la nostra opera può dirsi fallita. Divisi – come siamo – da diverse intuizioni politiche, da diversi orientamenti ideologici; tuttavia, noi siamo membri di una comunità, la comunità del nostro Stato e vi restiamo uniti sulla base di un’elementare, semplice idea dell’uomo, la quale ci accomuna e determina un rispetto reciproco degli uni verso gli altri”.
