(Dalla pagina Fb di Ernesto Ruffini).

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che i dazi imposti dal Presidente Trump non possono essere introdotti senza il passaggio dal Congresso. È una decisione tecnica, ma è anche una buona notizia per la democrazia, perché ristabilisce un principio elementare: nelle democrazie le tasse, quindi anche i dazi, non si decidono per atto unilaterale dell’esecutivo, ma devono essere approvate dal Parlamento, in America dal Congresso.

È un principio fondante di ogni democrazia. Una democrazia fatta di pesi e contrappesi, di controlli reciproci, di conflitti regolati dentro procedure riconosciute.

Per questo una sentenza come quella della Corte ci invita ad avere fiducia nella democrazia anche quando appare fragile, quando sembra attraversata da tensioni profonde, quando l’impazienza prende il posto della misura e la semplificazione quello della responsabilità.

Per questa ragione questa sentenza non cambia la sfida dell’Europa. Che non è commentare le dinamiche interne degli Stati Uniti, ma costruire e rafforzare un’Europa che sia unita, capace di essere un vero terzo modello tra quello americano e quello cinese. Non per equidistanza, ma per autonomia. Non per contrapposizione, ma per responsabilità.

Un’Europa che chieda e pratichi uguaglianza: nelle regole fiscali, nelle dotazioni tecnologiche rispetto alle altre grandi aree del mondo, nella capacità di investimento comune. È una battaglia di uguaglianza quella per un mercato unico più forte, più integrato per gli investimenti e per l’innovazione, più consapevole del proprio peso politico ed economico. Un’Unione che non subisca le decisioni altrui, ma che sappia portare avanti le proprie.

La decisione della Corte Suprema non deve quindi indurci ad abbassare la guardia sulla responsabilità che siamo chiamati a esercitare ogni giorno; al contrario, rilancia la sfida più grande del nostro tempo: riconoscere l’Europa come pilastro essenziale dei nostri diritti e della libertà di autodeterminarsi. Un’Europa capace di indicarci un futuro di pace e di uguaglianza, da condividere insieme.