Inizia un nuovo anno. Ma non ripartiremo da zero. Continueremo a vivere quella stessa vita che vivevamo fino a ieri, prima del brindisi e degli auguri. La vita di ciascuno di noi e la nostra vita insieme. Quella dei sogni da coltivare e per i quali combattere, e quella delle delusioni da lasciarsi alle spalle. Quella delle pietre poste a fondamento di nuove costruzioni o a compimento di vecchi progetti ancora in piedi. Quella che vale sempre la pena vivere perché nonostante i problemi, i piccoli e grandi fallimenti di ogni giorno, non abbiamo mai smesso di credere che tutto sia ancora davvero possibile. Perché, comunque sia andata fino a ieri, i sogni e i progetti che rimangono sono molto, molto più numerosi.

Ecco, nel nuovo anno tutto continua ad essere nelle nostre mani, alla nostra portata.

Ogni giorno del nuovo anno avremo di fronte due possibili vie e due diversi modi di essere e di stare insieme. E adesso, davanti a noi, abbiamo l’inizio di due possibili anni. Di due diversi 2026. Ma è solo uno quello che auguro a me e a ognuno di voi. Un 2026 in cui, nonostante tutte le difficoltà che potremo incontrare, manterremo intatti, anzi alimenteremo, il desiderio di essere migliori e la passione per esserlo, il desiderio di fare la nostra parte e la costanza di non smettere di farla.

Di questi giorni ricorderemo quello che ci ha raccontato Dickens per altri giorni e per altre città. «Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi, era il secolo della saggezza, era il secolo della stoltezza, era l’epoca della fede, era l’epoca dell’incredulità, era la stagione della Luce, era la stagione delle Tenebre, era la primavera della speranza, era l’inverno della disperazione, avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi, andavamo dritti diritti al Cielo, andavamo dritti dalla parte opposta».

Ecco, l’anno nuovo che abbiamo di fronte saremo noi a renderlo un buon anno. Solo noi.
Noi, perché l’Europa torni ad essere unita e davvero al servizio della pace e della democrazia.
Noi, perché l’Italia rimetta il Parlamento al centro della vita democratica.
Noi, perché la lotta alle ingiustizie sociali diventi il fondamento dell’impegno politico.
Noi, per tutto quello in cui potremo fare la differenza.

Auguri a tutte e a tutti per un 2026 nostro, scelto e costruito giorno dopo giorno. Più Uno!
(Ernesto Maria Ruffini)