Articolo di Ernesto Maria Ruffini su Avvenire,
Sono passati quattro anni dalla morte di David Sassoli. Qualche giorno prima di quell’11 gennaio 2022, ci aveva lasciato le sue ultime parole: «La speranza siamo noi …». Era la speranza di un’Europa che non si lasciasse vincere dalla paura, con il rischio di tornare sui propri passi, ma che ritrovasse il coraggio di andare avanti. Sassoli era ben consapevole che l’Europa è “un cantiere che non smette mai di operare… una cattedrale la cui officina richiede l’impegno di successive generazioni”. E riconosceva l’importanza di una politica paziente dove ogni passo è provvisorio e ogni traguardo è solo un’approssimazione temporanea nel costante divenire del nostro mondo. Che fine ha fatto quel cammino? Che ne è stato di quella speranza e di quella politica?
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