(Articolo di Angelo Picariello su Avvenire.it).
“Il campo largo è in realtà piccolo, con questi livelli di partecipazione al voto”. Ernesto Maria Ruffini con la prima assemblea organizzativa dei suoi comitati “Più uno” propone un «campo aperto», che vada oltre il bacino di utenza dei partiti attuali. Per parlare ai tanti «che non credono più che la politica possa cambiare in meglio la loro vita, perché ha smarrito l’idea di bene comune».

Con una destra che «punta sulle paure, dando risposte alla pancia delle persone», più che alla mente o al cuore. Il raggio d’azione indicato è sicuramente il centrosinistra, ma non questo centrosinistra. Al “Salone delle Colonne” all’Eur – capace di poco più di 300 posti, quanti sono i comitati nati sul territorio in questi mesi, mentre fra aderenti e simpatizzanti si contano alla fine circa 600 persone – chi fosse venuto con l’idea di veder nascere un nuovo soggetto politico resterebbe deluso. C’è più Prodi che Renzi, più una nuova alleanza che un nuovo partito, nelle parole dell’ex direttore dell’Agenzia delle entrate: «Non si tratta di aggiungere un altro cespuglio a questo centrosinistra», dice Ruffini, spiegando che l’obiettivo è – invece – fare di tutto il centrosinistra una «alleanza riformista». Mentre l’errore dei partiti del cosiddetto “campo largo” è quello di «aver accettato una politica polarizzata, che parla solo ai propri adepti, senza rendersi conto che se la politica viene tenuta in ostaggio delle rispettive “tifoserie”, con la destra non c’è partita». Per il fondatore dell’Ulivo c’è anche una dedica speciale, con l’ex direttore delle entrate che, nell’evocarlo, interrompe un attimo il suo discorso per scattare una foto della folta platea da potergli poi inviare.
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