Ruffini, problema non è tenuta governo ma carrello della spesa degli italiani ‘Con Meloni aumento prezzi e pressione fiscale, al Paese serve visione’ (ANSA) – ROMA, 09 APR –
“La durata del governo non finisce nel carrello della spesa degli italiani. Oggi in Parlamento la presidente del Consiglio ci ha detto che l’obiettivo del governo è arrivare a fine legislatura, raggiungere il podio della durata, ma la stabilità non aiuta i nostri figli a raggiungere i loro sogni”: Lo afferma Ernesto Maria Ruffini , fondatore del Movimento Più Uno a commento dell’intervento in Parlamento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Le misure per ridurre le accise sono necessariamente temporanee, come tutte le misure prese da questo governo negli scorsi anni: precarie come il lavoro che viene creato. In Italia negli anni del governo Meloni le retribuzioni contrattuali sono aumentate del 11,5%, ma i prezzi sono aumentati di più, fino al 19,7%. A questo si aggiunge l’effetto dell’aumento della pressione fiscale, arrivata nel 2025 al 43,1. In altre parole – spiega – gli italiani sia per l’andamento dell’economia che per l’aggravio delle scelte del governo, hanno visto diminuito molto il loro potere d’acquisto e se ne accorgono ogni volta che vanno a fare la spesa”. “Questi sacrifici – continua Ruffini – sono inutili. Tutti sanno che la produzione industriale è in costante calo, circa meno 10% negli anni del governo Meloni, senza che sia corrisposta alcuna politica industriale di risposta coerente. Ma soprattutto come spiega Bankitalia, gli investimenti privati sono in costante diminuzione dal 2023. E anche gli investimenti pubblici, nonostante il PNRR, sono inferiori alla media dell’Unione Europea”. “Serve una risposta strutturale – aggiunge – serve la consapevolezza che è cambiato il mondo in cui operiamo. Serve un protagonismo italiano in Europa che spinga con forza per tre obiettivi: primo: accelerare per raggiungere l’indipendenza energetica per ridurre i costi ed essere davvero autonomi, senza ideologie sulle tecnologie da adoperare; secondo, accelerare per finalizzare, rendere operativi e concreti gli accordi commerciali con sud America, India e Indonesia; terzo: rendere visibile e operativa una vera unione europea dei capitali per tornare davvero a investire nel futuro dei nostri giovani”. “Il giudizio più netto – conclude Ruffini – nei confronti della politica economica del governo e delle opportunità che è riuscito a creare si vede da un dato semplice: durante il governo Meloni gli espatri dei cittadini italiani registrati da Istat sono passati da 99 mila nel 2022 a 114 mila nel 2023 e a 156 mila nel 2024, per un totale di 369mila in pochi anni. La ricchezza materiale e immateriale che abbiamo perso con le loro partenza è purtroppo incommensurabile”. (ANSA).
