(Intervista su Il Riformista)
C’è una nuova forza che sta prendendo piede in Italia: sono i Comitati Più Uno, fondati da Ernesto Maria Ruffini, già direttore dell’Agenzia delle Entrate, e in rapida diffusione su tutto il territorio nazionale. Il loro leit motiv è voler rafforzare – senza sostituire – l’area del centrosinistra. Un progetto che punta a coinvolgere direttamente i cittadini e ad ampliare la base elettorale, superando le tradizionali strutture partitiche. Tante sono le domande che la formazione di questo «campo progressista» porta con sé, e altrettante sono le ipotesi. Soprattutto perché questo campo largo ancora non c’è.
Ruffini, in che cosa consistono i Comitati Più Uno che stanno nascendo? Si tratta di un agglomerato assimilabile al proliferare delle liste civiche?
«Sì, non sono liste civiche. È un progetto nato ormai circa dieci mesi fa per dare un contributo al centrosinistra, cercando di costruire un’offerta più ampia rispetto a quella attuale, oggi circoscritta ai partiti tradizionali. L’obiettivo è allargare l’area di riferimento, mantenendo una collocazione chiara nel centrosinistra, senza ambiguità o posture tattiche».
Quanti sono oggi, concretamente, questi comitati e quale diffusione territoriale avete già raggiunto?
«Per adesso siamo a oltre 500 comitati in tutta Italia, abbiamo già raggiunto 95 province e contiamo di arrivare a coprire l’intero territorio nazionale, quindi tutte le province e tutte le regioni».
Intervista completa su: https://www.ilriformista.it/ruffini-rafforziamo-il-centrosinistra-e-ampliamo-la-platea-degli-elettori-51179
