(ANSA) – “Mancheranno tutti quelli che non si sentono rappresentati. E non è un problema di nomi, ma di elettorato. Hanno scelto di fare un altro set fotografico. Non servono foto a pezzi di una coalizione”. Lo afferma in un’intervista al quotidiano Domani, Ernesto Maria Ruffini, alla vigilia dell’appuntamento di domani a Napoli, quando gli esponenti del campo largo saliranno sul palco in piazza del Gesù, per la manifestazione ‘Al lavoro per cambiare l’Italia’.
“Alle ultime regionali, nel capoluogo, ha votato solo il 39,5
per cento – spiega il leader di ‘Più uno’ -. Se questo è il modo di interpretare il momento complesso del Paese, finisce che a dare rappresentanza a chi non vota sarà Vannacci”.
“Non è un problema di nomi mancanti, ma di dare casa e rappresentanza a chi non è rappresentato da quei tre partiti”; aggiunge. Secondo Ruffini non serve un accordo tra nomi, ma serve dare “risposte che evidentemente il Paese non individua”.
“Il centrosinistra oggi è una sala d’attesa – continua – si
aspetta che succeda qualcosa, intanto ognuno resta seduto”. Alla domanda se anche il centro, di cui fa parte ‘Più uno’, è in quella sala d’attesa, Ruffini dice “Sì, si aspetta di capire se ci sarà un pezzo interpretato da Silvia Salis, da Gaetano Manfredi o da altri, e dall’altra parte se il leader sarà Conte o Schlein”. “Non credo sia questo quello che si aspettano i cittadini”, aggiunge Ruffini, secondo cui bisogna “evitare tatticismi, che si giochi in sei, in quattro o in otto”.
“Un’altra gamba per ora non c’è”, evidenzia e aggiunge “Noi di Più Uno faremo la nostra assemblea a settembre dove decideremo di passare da movimento a soggetto politico”. Per quanto riguarda il programma Ruffini sostiene che è “fortemente sopravvalutato”, visto che “a forza di programmi abbiamo aumentato il debito pubblico”. (ANSA).