Estratto dall’intervento di ieri di  Ernesto Maria Ruffini da Floris a DiMartedì .
 “Sono sempre più convinto che i comitati Più Uno possano dare un contributo al campo progressista del centrosinistra”. Lo ha detto Ernesto Maria Ruffini, promotore del comitati Più Uno, intervenendo ieri a Di Martedì. “Non si può piu’ stare in mezzo: il tempo storico che viviamo impone una presa di posizione chiara nei confronti dei cittadini – ha detto Ruffini- L’opposizione non può ridursi a un accordo elettorale tra classi dirigenti di partito. Trenta anni fa la stagione dell’Ulivo, nata dall’intuizione di Prodi e Andreatta, riuscì a fare sintesi tra posizioni diverse ponendo le precondizioni di una grande promessa. Oggi quella promessa sembra affievolirsi: non serve ricalcare vecchie formule, ma risponde ancora all’esigenza di una grande coalizione che parta dai cittadini e affronti i problemi reali”.
Secondo Ruffini, “l’agenda di governo non può essere scritta dai partiti senza ascoltare i cittadini. Oggi metà del Paese non vota, non perché disinteressato, ma perché stanco di giochi interni tra segreterie e gruppi dirigenti. La vera sfida è stimolare la partecipazione, ripartendo dall’ascolto. Le vittorie del passato sono naufragate anche per il tradimento di una parte: non dobbiamo ripetere quegli errori, né illuderci di costruire un “centro” da laboratorio”.
Chiamato a commentare le parole dette da Vannacci a Pontida sugli immigrati, Ruffini ha detto: «Sinceramente avrei preferito ascoltare Jannacci…-ha ironizzato il promotore dei Comitati Più Uno- Ma la cosa davvero importante è che Vannacci ha detto una menzogna. Non si può diffondere un falso di quel genere: il 30% dei reati contro il patrimonio e le persone è commesso da immigrati, il 70% dagli italiani. La sicurezza non è né di destra né di sinistra: deve essere una priorità per tutti”.