Quale futuro vogliamo costruire per l'Italia? Se non parte da questa domanda, la politica rischia di limitarsi a inseguire le emergenze e a costruire programmi fragili, privi di una visione complessiva. L'uguaglianza, promessa ancora incompiuta della nostra Costituzione, può indicare la direzione da seguire, ma non deve rimanere una teoria astratta. Le risorse ci sono, serve il coraggio di scegliere dove destinarle per tradurre questa visione anche nel bilancio dello Stato. Saranno queste scelte a determinare l'Italia che verrà.
Libri

Contro la paura
Carlo Bonini, Franco Gabrielli
La sicurezza è diventata il terreno su cui questa destra ha costruito egemonia politica. Un campo simbolico e materiale abbandonato troppo a lungo dalle forze progressiste, consegnato a una narrazione semplificata, muscolare, fondata sulla paura e sulla costruzione del nemico. Ma è davvero inevitabile che sicurezza significhi repressione, esclusione, riduzione dei diritti?
Carlo Bonini e Franco Gabrielli partono da qui: dalla necessità di strappare la sicurezza al monopolio culturale della destra. Perché una sicurezza democratica non solo esiste, ma è l'unica in grado di tenere insieme libertà e protezione, diritti e ordine, coesione sociale e legalità. Una sicurezza che non nega la complessità, non alimenta il rancore, non trasforma la paura in consenso.
Attraversando i nodi più controversi del presente – migrazioni, città, ordine pubblico, carcere, uso della forza, cybersicurezza –, questo libro smonta il paradigma securitario dominante e ne mostra le contraddizioni: una macchina politica che promette sicurezza ma produce insicurezza, che moltiplica le norme senza risolvere i problemi, che divide la società mentre pretende di difenderla.
Contro la paura è insieme un'analisi e un manifesto. Un atto d'accusa verso le politiche delle destre di governo, ma anche verso le ambiguità di un campo progressista che ha rinunciato a elaborare una propria idea di sicurezza. Qui prende forma un'alternativa: una sicurezza democratica e relazionale, fondata sulla responsabilità pubblica, sulla trasparenza, sulla prevenzione e sulla capacità di tenere insieme le persone invece di contrapporle.
Perché la vera sfida non è scegliere tra sicurezza e libertà. È costruire una sicurezza che non le metta mai in alternativa.
In un'epoca caratterizzata da incertezza e crisi sociale, è sempre più necessaria una politica che torni a essere collettiva e partecipativa. Attraverso un resoconto tra storia, aneddoti personali e riflessioni da uomo delle istituzioni, Ernesto Maria Ruffini ci invita a riscoprire il valore della democrazia come strumento di crescita comune. La politica va vissuta non come terreno di divisioni ma come spazio per il dialogo, per la collaborazione tra individui che possano fare la differenza. Solo così la «lentezza» e la complessità della macchina democratica possono contrapporsi ai rischi del populismo e dell'individualismo.
Più uno è un invito all'azione, un richiamo all'importanza di fare il primo passo verso un impegno sociale condiviso.
Solo rimettendosi al centro del discorso pubblico il cittadino può tornare protagonista della politica.
«Perché l'unico modo di andare avanti è farlo insieme, in prima persona plurale. Ogni giorno, più uno!»