Vai al contenuto

Cerca nel sito

Gabrielli e Ruffini: in campo ci sono i più competenti ma il Pd non se ne è accorto


Franco Gabrielli e Ernesto Maria Ruffini hanno fondato un nuovo partito chiamato «Più Uno», che va a collocarsi nel fantasmagorico Campo largo. Perché i Dem non li hanno chiamati e convinti?

Il tema non è stabilire perché lo Sbirro e l’Esattore abbiano sentito la necessità di fondare l’ennesimo nuovo partito chiamato “Più Uno”, che va a collocarsi nel fantasmagorico Campo largo. Il tema, il mistero glorioso, l’inghippo da accertare, e che scatena stupore, è perché Franco Gabrielli e Ernesto Maria Ruffini non siano due colonne del Pd, perché il Pd non li abbia chiamati, blanditi, convinti a entrare nei suoi ranghi. Davvero Elly Schlein ha tanto di meglio, tra i suoi? No, francamente proprio non sembra che nell’ex convento del Nazareno si aggirino personalità moderate con il rango che, nelle rispettive competenze, può essere attribuito a Gabrielli e Ruffini.

L’altro giorno ripassavo mentalmente la carriera del primo: cresciuto dentro la sagrestia d’Italia che fu la Dc, negli anni è stato prefetto di Roma e dell’Aquila, capo della polizia, capo della Protezione civile e capo dei Servizi segreti. Mario Draghi, nel suo governo, lo nominò sottosegretario affidandogli proprio la delega ai Servizi. Ho pure pensato a come Gabrielli non si sia mai fatto bastare soltanto il talento e il coraggio del grande sbirro: ma abbia invece sempre cercato di aggiungere ai suoi incarichi un profondo senso delle istituzioni. Come mai uno così non è stato chiamato dai dem? I capi e i capetti (molti) che ronzano intorno alla segretaria dovrebbero sapere che la sicurezza è una priorità anche per i loro elettori: il 52%, addirittura, ritiene che sarà l’argomento su cui si vinceranno o perderanno le elezioni. «Ci sono parole come sicurezza, confini, patria, ordine, che la sinistra ha consegnato alla destra - dice Gabrielli - e che, invece, vanno riconquistate».

Quanto a Ruffini: l’ex direttore dell’agenzia delle Entrate sarebbe stata una figura fondamentale in un partito che si batte contro l’evasione fiscale, che in Italia ammonta a 112 miliardi l’anno, tutti soldi che, se recuperati, si potrebbero usare per costruire ospedali e asili, per pagare meglio le forze dell’ordine e gli insegnanti. Ma è andata così.

E, sebbene entrambi i fondatori di “Più Uno” spingano per non arrivare alla soluzione delle primarie, qualora Schlein vorrà davvero organizzarle, temo che possano riservare sorprese importanti. Soprattutto se, oltre a lei e Giuseppe Conte, si presentasse uno di quei due (meglio Gabrielli, nel caso).

Fabrizio Roncone, Corriere della Sera, 24 ottobre 2026

Fonte: Corriere della Sera (apre una nuova scheda)