Vai al contenuto

Cerca nel sito

"Siamo di centrosinistra. Radicali nei contenuti, moderati nei modi": ecco Più uno, la formazione dei civil servant Ruffini e Gabrielli


Foto: AGF

"Il campo largo ha confini che coincidono con quelli dei partiti esistenti. Fuori da quei confini c'è un campo aperto", dice l'ex direttore dell'Agenzia delle entrate. Lo schema è quello de L'Ulivo, ma con una differenza: "Trent'anni fa bisognava unire chi già partecipava. Oggi bisogna prima di tutto riportare dentro chi è uscito"

"Cosa sarà" è l'interrogativo che Lucio Dalla affidava a una canzone e che Ernesto Maria Ruffini ha scelto come titolo del suo ultimo libro-manifesto: "Una canzone a cui sono molto legato, che contiene una domanda che ogni generazione consegna a quella successiva: quale futuro ci attende?". Un quesito che oggi riguarda anche Più uno, la formazione lanciata il 10 ottobre al Salone delle Colonne dell'Eur dall'ex direttore dell'Agenzia delle entrate e dall'ex capo della polizia e vertice dei servizi segreti, Franco Gabrielli. Due civil servant che ora scelgono di impegnarsi in politica.

Resta da capire quale progetto sapranno costruire, quale spazio riusciranno a conquistare. E se saranno in grado di parlare a chi dalla politica si è allontanato. "Chi ha smesso di votare non ha smesso di occuparsi della propria vita. Per questo è nato Più uno. Non per aggiungere una sigla a un panorama già affollato e nemmeno per fare da stampella. Il campo largo ha confini che coincidono con quelli dei partiti esistenti. Fuori da quei confini c'è un campo aperto", spiega Ruffini a L'Espresso. "Non siamo di centro, siamo di centrosinistra. E il centrosinistra non si allarga spostando una bandierina. Si allarga se torna a parlare a pezzi di società che ha smesso di rappresentare. Lo facciamo con l'ambizione da cui nacque l'Ulivo. Tenere insieme culture diverse. Con una differenza. Trent'anni fa bisognava unire chi già partecipava. Oggi bisogna prima di tutto riportare dentro chi è uscito".

L'Ulivo: un riferimento che ciclicamente torna in un centrosinistra in cerca di autore, ma anche di un programma comune e di un leader (o di un federatore, come lo fu Romano Prodi negli anni del berlusconismo?). È proprio l'ex presidente del Consiglio, tra l'altro, a firmare la prefazione del libro di Ruffini. Ma "non è una benedizione al partito", garantisce l'ex direttore dell'Agenzia delle entrate. Il centrosinistra, continua, "non ha bisogno di qualcuno che tenga insieme i suoi leader. Ha bisogno di qualcosa che tenga insieme i suoi elettori". Ma la legge elettorale impone l'indicazione di un candidato premier. Saranno primarie? Ruffini e Gabrielli continuano a preferire un nome terzo, ma è impossibile mettere d'accordo tutti "se prima non c'è un'idea comune di Paese". Ma se primarie saranno? "Ho dato la mia disponibilità e la confermo", spiega.

Resta il nodo dello spazio da occupare. Da Matteo Renzi, con Casa riformista, a Progetto civico di Alessandro Onorato, passando per Più Europa, Centro democratico, Primavera di Vincenzo Spadafora. Le sigle che guardano a quest'area non mancano. Ruffini, per ora, non chiude porte: "Dialoghiamo con tutti quelli che vogliono costruire un governo diverso. Con i riformisti del Pd, con Italia viva, con Centro democratico, con le esperienze civiche e associative che ci hanno accompagnato in questi mesi".

Il dialogo con Centro democratico non è solo politico. Dopo averlo fatto per Più Europa nel 2018 e per Impegno civico di Luigi Di Maio nel 2022, Bruno Tabacci torna a mettere a disposizione il proprio simbolo. Un sostegno che per Più uno ha anche un risvolto pratico: ridurre da 6 mila a 1.500 per collegio le firme necessarie. Una "scorciatoia" che però rischia di alimentare l'impressione di un'operazione costruita nei palazzi, tanto più che Ruffini e Gabrielli sono volti noti e stimati negli ambienti romani. "Ma Più uno non è nato in un corridoio. Le questioni pratiche esistono e non le nascondo. Ma sono strumenti, non il progetto", replica Ruffini.

Con chi, invece, non ci si alleerà mai? "Con la destra. E con chi preferisce restare ago della bilancia". Più uno fa una scelta di campo. E parla di "uguaglianza", la stella polare della sinistra, per dirla con Norberto Bobbio, che innerva il programma. Tax&law. Una premessa: "Chi guadagna poco più di 50 mila euro paga sull'ultima parte del proprio reddito la stessa aliquota di chi ne guadagna 500 mila o cinque milioni. Ha ancora senso chiamarlo un sistema progressivo?", chiede l'ex numero uno del Fisco. La proposta: "Non aumentare il prelievo, ma distribuirlo meglio". Un Irpef a più scaglioni, benefici per chi guadagna meno, riduzione delle tasse sul lavoro, acconti calcolati sugli incassi reali per autonomi e piccole imprese, lotta all'evasione: "Dal 2015 al 2025 sono stati recuperati più di 250 miliardi, più dell'intero Pnrr. Quei soldi sono stati spesi, non investiti. Il problema non è quanto raccogliamo, ma come scegliamo di usarlo".

E poi l'elemento "gabrielliano" del binomio: la sicurezza. Che "non è di destra né di sinistra", ma è la "condizione minima perché ogni altro diritto possa essere esercitato. Servono due cose: la presenza dello Stato e la prevenzione", dice Ruffini. Sale operative di polizia, carabinieri e polizie locali che nelle grandi città devono "funzionare come un'unica centrale"; tutela per le forze dell'ordine e codici identificativi; piani per le periferie. L'immigrazione "va governata" e "non trattata come un'emergenza permanente". La Bossi-Fini? Da eliminare. Ma nel programma ci sono anche scuola, casa e lavoro. Se però "dovessi scegliere un banco di prova - dice Ruffini - sceglierei la sanità".

"Cosa sarà" resta una domanda aperta. Per Ruffini e Gabrielli, la risposta passa dalla promessa di una politica come "responsabilità", facendo della loro esperienza al servizio dello Stato "un patrimonio". "Radicali nei contenuti, moderati nei modi", promettono. Resta da capire se basteranno un programma, una classe dirigente e un nuovo simbolo per riportare alle urne chi ha smesso di votare.

Lorenzo Stasi, L'Espresso, 16 ottobre 2026

Fonte: L'Espresso (apre una nuova scheda)