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Dalla precompilata dei diritti agli under 40 nei Cda: le proposte (con copertura) di Ruffini e Gabrielli


Centosette pagine e quarantaquattro proposte, ciascuna corredata da copertura economica e dalla risposta alle due domande più frequenti tra gli elettori: «Perché serve e che cosa cambia? Il corposo librettino di proposte programmatiche di Più Uno circola per la sala della Stampa Estera a Palazzo Gazioli come se fosse una piccola Bibbia, anche perché l’altro programma, quello del campo largo, sembra ancora un miraggio lontano. In cattedra, Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli o, come preferiscono chiamarsi loro, «l’esattore e lo sbirro», visti i rispettivi pregressi alla guida dell’Agenzia delle Entrate e della Polizia.

Le sei strade

Le «sei strade» per l’uguaglianza tracciate nel programma vanno, però, ben oltre la sicurezza e il fisco, abbracciando la giustizia, i diritti sociali, la salute e la conoscenza delle opportunità. Il «valore aggiunto» lo mette subito in chiaro Gabrielli, sottolineando come ogni singola misura sia corredata di una specifica copertura, per un totale che si aggira intorno agli 11 miliardi. Non c’è da aver paura, garantisce Ruffini: «Sappiamo dove cercare. Tra contributi, sussidi e incentivi alle imprese ci sono 41 miliardi di spesa che si possono ridurre o eliminare, a partire dagli aiuti che non producono risultati. Negli acquisti della pubblica amministrazione ci sono altri 18 miliardi che si possono ridurre comprando meglio. E lo Stato incassa poco da edifici, società partecipate e beni pubblici dati in concessione. Gestirli meglio vale tra 4 e 5 miliardi l'anno in più. Nel complesso, quindi, le risorse per queste proposte ci sono».

Le proposte più costose, vale a dire quelle che superano il miliardo, sono tre: oltre a insegnanti e alle liste d’attesa – evergreen dei partito del campo progressista - c’è la precompilata dei diriti: «Lo Stato - spiega Ruffini - mette insieme i dati che possiede e li usa a favore del cittadino.

Quando dai dati pubblici risulta che una persona ha diritto a un aiuto, a un'agevolazione o a uno sconto, è lo Stato ad avvisarla e, quando può, a riconoscerglielo direttamente».

La precompilata dei diritti e gli under 40 nei Cda

Poi lo sguardo ai giovani, con la cosiddetta “quota futuro”: la previsione che nei consigli di amministrazione delle società quotate e delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni, almeno un decimo dei componenti debba avere meno di 40 anni al momento della nomina.

E via così: per il clima, Più uno immagina una "regia per la sicurezza climatica", per i detenuti porgetti individuali di reinserimento, per la casa il recupero degli alloggi pubblici vuoti e l'affitto al Comune delle case private sfitte. Nel fascicolo di proposte, per volontà esplicita, resta fuori la politica estera, dove la sintesi va trovata con le altre forze. Malgrado le posizioni dei due leader di Più Uno siano chiare, soprattutto sul dossier Kiev: «La guerra difensiva è una modalità che la nostra carta costituzionale riconosce perché è giusto e sacrosanto che uno Stato invaso da un altro Stato si possa difendere», dice piccato Ruffini. Il programma di Più Uno c'è, ma è solo un primo mattone: «Sono idee che mettiamo a disposizione del centrosinistra nella certezza che il centrosinistra sarà fare una sintesi per costruire una piattaforma comune anche in ottica delle primarie». Gazebo che Ruffini vorrebbe evitare, facendo appello alla «generosità» delle forze in campo. Ma se primarie saranno, il prossimo obiettivo è di arrivarci con una lista unitaria di centro.

Val.Pigl., Il Messaggero, 23 ottobre 2026

Fonte: Il Messaggero (apre una nuova scheda)