
Finalmente abbiamo capito la gerarchia dei valori del governo Meloni. Prima l'auto, poi la targa, e solo dopo, se avanza qualcosa, la salute degli italiani. Del resto è logico, un'automobile, a differenza di un paziente, non si mette in lista d'attesa.
Le Regioni hanno chiesto circa 6,8 miliardi per il 2027, e oltre 18 nel triennio, solo per tenere in piedi il Servizio sanitario nazionale. Il governo ha risposto con 3,4 miliardi, di cui appena 2,4 davvero nuovi. Per il bollo auto, invece, 2,3 miliardi l'anno si sono trovati senza fatica. Morale, in Italia conviene ammalarsi su quattro ruote, almeno qualcuno se ne occupa.
Poi c'è il voucher da 300 euro agli over 75, da spendere per prestazioni che il SSN non copre. Cioè lo Stato non riesce a curarti, però ti dà la mancia per andare dal privato. È la prima volta che un governo finanzia la sanità pubblica regalando i soldi a quella privata.
Bollo e voucher fanno quasi 4 miliardi, più di quanto aggiunto per la sanità pubblica. Il messaggio è chiaro, il pronto soccorso può aspettare, la macchina no.
E per coronare il tutto, la grande riforma firmata Salvini, le targhe personalizzate. Gli italiani aspettavano meno tasse, avranno "MATTEO1" sul paraurti. Non è politica fiscale, è merchandising. Le tasse non si tagliano con i souvenir, ma con la lotta all'evasione e una vera revisione della spesa.
Suggeriamo al governo di completare l'opera con una targa personalizzata anche per le barelle in corridoio, almeno i pazienti avranno un nome scritto da qualche parte.
Gli italiani non chiedono di scrivere il proprio nome sull'auto. Chiedono stipendi più alti, ospedali senza code, treni che arrivano puntuali. Ma capiamo, per questo governo sono richieste troppo fantasiose.