
Dalla pagina Fb di Ernesto Ruffini:
La preoccupazione della politica per l’astensionismo sembra essere il sentimento del giorno prima. Il giorno dopo, anche quando alle urne si reca poco più di un elettore su cinque, il dibattito torna rapidamente a riempirsi di parole come “grande vittoria”, “trionfo”, perfino “stravittoria”. Ogni vittoria elettorale è legittimamente motivo di soddisfazione per chi la ottiene. Ma parlare di “trionfo” in un contesto di partecipazione così ridotta dovrebbe imporre una riflessione più profonda.
A Reggio Calabria-Locri, il 51% dei voti espressi corrisponde a circa l’11% degli aventi diritto. Un dato che dovrebbe interrogare tutta la politica, al di là degli schieramenti. Dov’erano gli altri quattro elettori su cinque? Perché hanno scelto di non partecipare? E, soprattutto, cosa sta facendo la politica per restituire loro la fiducia e la voce?
Reggio Calabria dimostra che si può vincere un’elezione senza aver riconquistato la fiducia dei cittadini. Ma la vera sfida della politica non consiste soltanto nel misurare il consenso di chi partecipa, ma nel riuscire a ricostruire un rapporto di fiducia con chi si è allontanato. Perché quando le urne si svuotano, non perde soltanto chi non vince. A perdere forza è la democrazia stessa.